VENERDÌ 5 MARZO 2010 ANNO 135 - N. 54
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I conti con la storia
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Monsignor Paglia «Svegliamo quest’Italia caduta nell’inerzia»
di Aldo Cazzullo a pagina 51
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«In Armenia fu genocidio»
Gli Usa fanno infuriare la Turchia
di M. Ricci Sargentini e P. Valentino pg. 19
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TUTTO COMPRESO
TIM
LE REGOLE E I DIRITTI DEGLI ELETTORI
Voto e Regioni Rinviato a oggi il Consiglio dei ministri per un altro tentativo
UNA SOLUZIONE CONDIVISA
di SERGIO ROMANO
Un miracolo dubbio
Liste, Napolitano frena il decreto
Berlusconi propone una proroga. Riammessa la Polverini
Elezioni regionali e caos liste in Lombardia e nel Lazio. Colloquio di un’ora al
Quirinale tra Berlusconi e il presidente Napolitano. Il capo dello Stato frena sul
decreto. Slitta il consiglio dei ministri. L’incontro. Il premier ha proposto una
proroga. Ma l’ipotesi, a quanto risulta, non ha convinto Napolitano. Dal Colle
non è arrivato nessun commento ufficiale sull’incontro, al termine del quale avrebbe
dovuto svolgersi il consiglio dei ministri straordinario sulla questione. L’attacco.
Dopo l’incontro con Napolitano, il premier è rientrato a Palazzo Chigi dove si
è svolto un vertice tra il Cavaliere e alcuni ministri. Intanto il listino della
Polverini è stato riammesso, Formigoni attacca i giudici: «Gravi irregolarità».
DA PAGINA 2 A PAGINA 9
Wojtyla beato e il giallo dei tempi più lunghi
Poste Italiane Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 conv. L. 46/2004 art. 1, c1, DCB Milano
e questioni più imbrogliate sono quelle in cui due esigenze egualmente importanti
appaiono, a prima vista, inconciliabili. Nel «pasticcio» del Lazio e della Lombardia
(come lo ha definito il presidente della Repubblica), la prima esigenza è quella
dell’osservanza delle norme. Nell’ordine democratico non esistono soltanto le
grandi leggi e i principi fondamentali. Esistono anche le regole procedurali, quelle
by-law del sistema britannico che, come ricordava Carlo Cipolla, hanno garantito
per molti secoli lo sviluppo e il buon funzionamento della democrazia inglese. Chiunque
abbia dimestichezza con una qualsiasi istituzione, dal consiglio d’amministrazione
di un’azienda a una commissione parlamentare, sa che la sua credibilità dipende
in grande parte dall’osservanza degli statuti. Quando le regole vengono adattate
al perseguimento di un obiettivo, sia pure ragionevole, nasce nella percezione degli
interessati, azionisti o cittadini, il sentimento che regole e statuti siano soltanto
orpelli e strutture di cartapesta, abiti da tagliare volta per volta sulle misure
del «cliente». La seconda esigenza, tuttavia, non è meno importante. Se le elezioni
hanno luogo senza la partecipazione di un grande partito nazionale, quale sarà la
credibilità del vincitore? Gli eletti rappresentano tutto il corpo elettorale quando
emergono da una battaglia condotta alla luce del sole tra forze politiche che hanno
dato agli elettori la possibilità di scegliere fra soluzioni diverse. Può essere
considerato equo e rappresentativo il risultato di una partita in cui una delle squadre
maggiori è stata esclusa dal gioco? Il fatto che quella squadra abbia
commesso molti errori dovrà essere materia di un giudizio politico sulla sua organizzazione
e sulla sua efficienza. Ma è lecito chiedersi se la radiazione di un partito per
motivi procedurali non rappresenti, per i suoi potenziali elettori, la privazione
di un diritto. È facile immaginare quale sarebbe in questo caso lo strascico dei
ricorsi e delle azioni giudiziarie. Alcuni leader dell’opposizione, da Bersani
a Di Pietro, danno la sensazione di averlo compreso. Se i giudizi d’appello non
scioglieranno i nodi, come è accaduto per il listino Polverini, bisognerà trovare
una via d’uscita, ma a due condizioni. In primo luogo occorre che la maggioranza
smetta di lamentarsi, di andare in piazza e di invocare l’intervento del capo dello
Stato, come se la colpa non fosse interamente sua. Prima di ricercare una qualsiasi
soluzione, deve assumersi le proprie responsabilità e ammettere pubblicamente che
un partito, quando commette errori di questo genere, ha mali da curare che vanno
al di là delle colpe dei singoli. In secondo luogo bisogna che il rimedio non sia
uno stratagemma furbesco, opera di qualche scaltro azzeccagarbugli. E non può essere,
a giudicare dall’incontro di Berlusconi con il presidente della Repubblica nella
tarda serata di ieri, un provvedimento unilaterale del governo. Una tale formula
non potrebbe che accentuare i sentimenti di diffidenza che gli italiani provano per
la loro classe politica. Anche a costo di rinviare le elezioni, se indispensabile,
la via per uscire dal pasticcio deve essere quella di una legge motivata con argomenti
convincenti, per quanto possibile rettilinea e soprattutto concordata con l’opposizione.
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Giannelli
In primo piano
Le norme o le urne: così si divide (e litiga) la piazza virtuale
Le email dal Corriere.it
A PAGINA 9
di GIAN GUIDO VECCHI
Formigoni: vittima delle manipolazioni dei radicali e del Pd
di M. GIANNATTASIO e E. SOGLIO
A PAGINA 8
Breda, M. Franco, Fuccaro Galluzzo, Meli, Menicucci, Verderami
Giovanni Paolo II non diventerà beato quest’anno. Dalla Polonia dicono che il
miracolo scelto vacilla per i dubbi d’un medico e che la donna guarita si sarebbe
riammalata. In Vaticano smentiscono «bocciature». Ma l’ultimo passaggio della
beatificazione è ancora tutto da definire.
A PAGINA 29
La formazione xenofoba arriva seconda all’Aia
In media mezzo milione di euro per operazione
L’Olanda premia il partito anti-islamici di Wilders
di LUIGI OFFEDDU
Scudo fiscale record: 200 mila adesioni
Le adesioni allo scudo fiscale sono 200 mila: nella media, ogni operazione ha messo
in regola poco meno di mezzo milione di euro. I rientri. Secondo i calcoli del ministero
dell’Economia, i capitali rientrati in Italia o denunciati al Fisco, toccano i
95 miliardi. «Tra i beni scudati, anche un cavallo: operava sul territorio nazionale,
ma aveva titolo giuridico all’estero». I capitali. Il totale dei fondi «scudati»
è, tutto compreso, di 93 miliardi ai quali si aggiungono 2 miliardi regolarizzati
e non rimpatriati. La Svizzera è il Paese da cui sono rientrati più capitali. Per
la nuova tranche c’è tempo fino al 30 aprile con l’aliquota maggiorata al 7%.
Il riciclaggio. Le segnalazioni di sospetto riciclaggio sono 50. La percentuale è
dello 0,00025% ed «è perfettamente in linea» con la media del sistema, pari allo
0,00026%.
A PAGINA 34 Stringa, Tamburello
De Rita e la crisi greca
La destra xenofoba di Geert Wilders (foto), il Partito della Libertà contro velo
e Corano, ha trionfato nelle elezioni municipali in Olanda. Si era presentato in
due città: ad Almere è finito primo con il 21% dei voti, a L’Aia secondo. «Ciò
che è accaduto qui accadrà ovunque il 9 giugno. Conquisteremo il Paese». I sondaggi
gli danno ragione: dopo le elezioni politiche anticipate, Wilders potrebbe diventare
primo ministro.
ALLE PAGINE 16 E 17
«I nuovi saggi? Sono i giovani»
di RAFFAELLA POLATO
Guerzoni, Natale
«La saggezza dei giovani spegnerà la rabbia anziana». Giuseppe De Rita commenta
così l’ondata di proteste in Grecia, che tra le misure per uscire dalla crisi
«congela» le pensioni. «Atene come l’Italia del ’92: serve un patto sociale».
A PAGINA 35 de Feo
L’inchiesta sugli appalti Francesco Piscicelli è accusato di corruzione
In cella l’imprenditore delle risate sul sisma
di MARCO IMARISIO
Arrestato l'imprenditore Francesco De Vito Piscicelli, indagato per corruzione nell'ambito
dell'inchiesta sugli appalti dei Grandi eventi. Piscicelli fu intercettato in una
telefonata con il cognato in cui si rideva sul terremoto dell’Aquila, di fronte
alla prospettiva di nuovi affari. Il costruttore era all’estero ed è rientrato
a Roma per costituirsi.
ALLE PAGINE 10 E 11
Milano/ Il socio confessa
Cuneo/ Vince la protesta
Gallerista fatto a pezzi e gettato nel Naviglio
di M. FOCARETE e A. GALLI
A PAGINA 26
Poco spazio ai detenuti Condannata la prigione
di LUIGI FERRARELLA
A PAGINA 28